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Psicoterapia

Conosci la psicoterapia cognitivo comportamentale?

La psicoterapia cognitivo comportamentale è un intervento psicologico particolarmente efficace nel trattamento di problematiche d’ansia (tra cui attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo e fobie) e di problematiche depressive, raccomandato dalle linee guida internazionali.
 Il trattamento cognitivo comportamentale è indicato anche per la cura di altre problematiche psicologiche, tra cui il Disturbo Post traumatico da Stress e i Disturbi del comportamento alimentare.

 

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è scientificamente fondata

Le solide basi scientifiche della terapia cognitivo comportamentale sono dovute ad accurati e prolungati studi sulla psicopatologia, sui meccanismi di mantenimento dei disturbi e sull’efficacia delle procedure della psicoterapia cognitivo comportamentale nel modificare comportamenti e pensieri patologici. Basato sul contributo di numerosi studiosi che, nel corso del tempo, hanno arricchito il bagaglio scientifico e clinico della psicologia e della psicoterapia cognitivo comportamentale, questo intervento terapeutico permette il miglioramento e la risoluzione del disagio psicologico attraverso una partecipazione attiva e collaborativa del paziente nelle varie fasi del percorso terapeutico. Grazie alla sua efficacia, la psicoterapia cognitivo comportamentale è stata al centro di un progetto britannico all’avanguardia nel campo della salute mentale.

La terapia cognitivo-comportamentale è centrata sul presente

psicologia_cognitivo_comportamentaleNella terapia cognitivo comportamentale si fa riferimento allo stretto rapporto di interazione esistente tra pensieri-emozioni e comportamento, secondo questo schema: Nella vita di ogni giorno si può trovare qualche esempio che chiarisce lo schema proposto, riconoscendo ad esempio i casi in cui un dato pensiero ha favorito una particolare emozione che, a sua volta, ha portato all’adozione di un certo comportamento. Ad esempio: può capitare di pensare di non essere capaci di affrontare una particolare situazione (pensiero), e di sentirsi così in ansia e a disagio (emozione) da scegliere di evitare o di allontanarsi dalla situazione (comportamento). Quando l’interazione è simile all’esempio riportato e la persona evita la situazione temuta, potrebbe provare un leggero sollievo immediato ma, nel tempo, la qualità della sua vita tenderà a peggiorare, costretta da limitazioni eccessive del comportamento (evitare luoghi, situazioni, attività o persone) o, al contrario, da comportamenti eccessivi (bisogno di essere rassicurati, controlli ripetuti o ripetizione di particolari comportamenti) che riducono progressivamente la libertà di scelta e di autonomia personale mentre si assiste all’aumento di pensieri negativi e sgradevoli e di emozioni quali ansia, tristezza e rabbia. La psicoterapia cognitivo-comportamentale, a partire dall’analisi della singola situazione e pertanto della storia di ogni persona, intende mettere a fuoco gli elementi problematici nel rapporto tra: aspetti cognitivi (pensieri ed immagini), emozioni e comportamento al fine di favorire, in una fase successiva, il corretto equilibrio tra questi fattori e permettere così di curare specifici disturbi, superare periodi di vita critici e problematici, promuovendo il miglioramento della qualità della vita del singolo e favorendo l’adozione di stili di pensiero e di comportamento salutari in direzione di un maggiore benessere psicologico. E’ una cura specifica per diverse problematiche Il lavoro psicologico nella psicoterapia cognitivo comportamnetale è specifico per ogni problematica psicologica affrontata: uno dei pregi della terapia cognitivo comportamentale è quello di avere indagato e riconosciuto i meccanismi psichici sottostanti ai vari disturbi e di avere sviluppato procedure terapeutiche mirate a modificare efficacemente e in tempi brevi la difficoltà affrontata.
Poiché l’appropriata applicazione delle procedure cognitivo comportamentali determina, non soltanto un sollievo e una riduzione dei sintomi presentati all’inizio del trattamento ma permette anche cambiamenti più ampi e profondi relativi ai processi psichici che hanno portato all’insorgenza del disturbo, i miglioramenti ottenuti con la terapia cognitivo-comportamentale si protraggono nel tempo. L’intervento cognitivo-comportamentale, oltre ad essere specifico per la problematica psicologica presentata, è naturalmente esclusivo per ogni persona, in modo da adattarsi nel miglior modo possibile alle caratteristiche e alle esigenze di ognuno, così come l’abito del sarto si adatta nel migliore dei modi alle caratteristiche individuali.

Quali sono le fasi della terapia cognitivo-comportamentale?

Idealmente, nella terapia cognitivo comportamentale possono essere comunque distinte alcune fasi generali:
 una prima fase di conoscenza: si svolge nelle sedute iniziali e permette di comprendere in modo approfondito le problematiche psicologiche presentate, individuando i rapporti specifici tra pensieri, emozioni e comportamento, alla luce della storia personale e del contesto di vita. Questa fase permette anche di evidenziare i punti di forza e le risorse psicologiche della persona, che potranno costituire una valida base di partenza per il percorso psicoterapeutico. 
Una fase di individuazione e condivisione degli obiettivi terapeutici in cui il paziente e lo psicologo definiscono gli obiettivi del percorso psicologico che è possibile raggiungere nel corso della terapia, eventualmente stabilendo degli obiettivi di breve, medio e lungo periodo.
 A questo punto, si entra nel vivo della terapia che, come si è detto, è declinata in funzione delle peculiarità della persona e della problematica presentata, sempre aderendo alle procedure della psicologia più efficaci ed attuali dell’ambito cognitivo-comportamentale. 
Tra una seduta di psicoterapia cognitivo-comportamentale e l’altra vi è solitamente la prescrizione di svolgere alcune attività concordate con lo psicologo e volte a favorire il raggiungimento degli obiettivi stabiliti, che possono riguardare il graduale cambiamento di determinati comportamenti o l’attuazione di specifiche tecniche volte a promuovere modalità di pensiero maggiormente efficaci e salutari.

La psicoterapia cognitivo comportamentale è attiva e collaborativa

La partecipazione attiva, collaborativa e propositiva del paziente all’interno del processo terapeutico cognitivo-comportamentale è costantemente incoraggiata e guidata dallo psicologo al fine di favorire i progressi terapeutici e l’esito positivo del trattamento.
 Con il progredire dei benefici della terapia e con il graduale raggiungimento degli obiettivi concordati, si riduce la frequenza delle sedute terapeutiche che, in questa fase, hanno prevalentemente la funzione di favorire l’autonomia della persona ed il progressivo distacco dalla figura del terapeuta, consolidando i benefici psicologici raggiunti e fornendo validi strumenti per poter affrontare efficacemente, anche in momenti successivi, l’eventuale presenza situazioni difficili o di stress. Per ulteriori informazioni o per un appuntamento presso lo studio di Milano, contattare la Dott.ssa Corsale, psicologa psicoterapeuta specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale e docente nei corsi di specializzazione in psicoterapia cognitivo comportamentale gestiti dall’AIAMC.

Prove di efficacia e applicazione della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: i dati internazionali